Pipi Tiraca 2/5_ Ampelio, la taverna dei giapponesi

AMPELIO LA TAVERNA DEI GIAPPONESI

La taverna da Ampelio era un luogo strano davvero. Situato in quel stretto budello che dalla calle della Mandorla porta al palazzo Fortuny, nonostante si trovasse nel quartiere di San Marco, il centro della Venezia storica, era considerato un luogo molto ben poco raccomandabile. Forse a causa della vicinanza con due delle più note case di tolleranza il luogo era frequentato da marinai. Molti di loro giapponesi. Erano pescatori di tonno che sostavano all’ancora nel porto di Venezia per vendere parte del pescato e riportare il resto al loro paese.

I frequentatori nipponici avevano attirato nel locale un certo numero di malavitosi di basso rango che avevano dato vita a piccoli traffici di sigarette americane, i mitici accendini Ronson e altra merce non necessariamente legale.

Il posto sembrava uno di quelle taverne uscite dalla penna di Melville, Conrad o Hugo Pratt. Quest’ultimo tra l’altro non disdegnava frequentare l’osteria (la chiamava Taverna) dove attingeva spunti per i suoi personaggi. Per ore il maestro di Malamocco parlava e beveva ombre con personaggi come Cacurio, el Marsian (il Marziano) o Kociss che all’epoca erano considerati dagli aspiranti malandrini veneziani dei mitici modelli da imitare. Non di rado la taverna diveniva teatro di risse più o meno cruenti.

Ampelio era stato un marinaio, aveva solcato come si suol dire i sette mari e aveva addobbato il locale con oggetti portati dai molti porti da lui visitati. Facevano parte dell’arredo due scimmiette, una che squittiva in continuazione e l’altra che beveva assenzio. Un pappagallo che non parlava ma imitava con il suo verso le scoregge possenti di qualche suo precedente proprietario. Queste presenze contribuivano a conferire all’ambiente l’atmosfera di una qualunque taverna di un porto dell’estremo oriente.

Ampelio, piccolo, magro, rinsecchito, solo in apparenza indifeso, non era uso subire, dotato com’era di un carattere forte e battagliero. Egli riusciva a gestire la sua esuberante clientela anche grazie alla benevola presenza della malavita locale.

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