Pipi Tiraca 4/5_Scrupoli e ripensamenti

Passarono giorni e Pipi Tiraca era sempre li, sempre più triste e sempre più curvo.

Nel timore pensasse che lo avessi truffato mi tenevo lontano senza farmi vedere. lo spiavo protetto dal colonnato delle procuratie vecchie.

Con il passare dei giorni andava formandosi dentro di me, sempre più invasiva l’idea che Coco Risiebisi mi avesse beffato. Lo ritrovai una sera seduto al solito posto da Ampelio e dovetti ricredermi.

Fingendo una sicurezza che non avevo chiesi al Coco Risiebisi se avesse portato a compimento il lavoro.

No Steve, volevo appunto vederti, Non me la sento, non posso proprio. In passato ho dovuto togliere dalle spese qualcuno ma questo qualcuno era uno spione di merda. Un fetente. Pipi Tiraca è un povero cristo; a me non ha fatto niente… comunque non è detto che non venga ucciso. Mi sono trattenuto 10 pali. Gli altri 10 li ho dati a Carmen. Per lui far fuori una persona è una bazzecola. Vorrà dire che faremo a metà degli altri 10 milioni che dovevi darmi alla morte del Pipi. Comunque domani vedo il Carmen e mi saprà dire come stanno le cose.

Il giorno dopo mi appostai dietro la solita colonna per controllare Pipi. Non c’era! Venni preso da un senso di vuoto e, dentro a quel vuoto si prese forma la convinzione che Pipi era stato ucciso e che indirettamente io ero il responsabile della sua morte.

Fui portato alla realtà da un tocco alla spalla e sobbalzai. Era il Pipi.

Oh! Scusami” Era un sorriso. E attorno a quel sorriso

c’era lui: Pipi Tiraca. Mi ci volle un po’ per realizzare che era lui.

Un Pipi nuovo. Non più dimesso, meno curvo, meglio vestito e senza bretelle. Lo abbracciai istintivamente.

Non immagini quanto io sia felice di vederti.. che ti è successo Pipi: sei cambiato!”

Si, Franco, non solo cambiato. Rinato! Ho conosciuto una donna: Milena e penso di esserne innamorato. Tutto è così diverso. Mi ha sorriso capisci, mi ha sorriso e tutto è cambiato. Grazie per avermi lasciato in vita Franco. Per i soldi poi, non preoccuparti…ma che c’è Franco. Qualcosa non va?”

Oh Pipi, Povero Pipi mio. Sei in pericolo. Devi nasconderti. Non me la sentivo di farti fuori. Ho dato i soldi a qualcuno che cercherà di ucciderti!”

Per qualche istante Pipi Tiraca mi guardò incapace di capire. Poi, all’improvviso, il terrore si disegnò sul suo volto. In un eccesso di rabbia mi prese per i risvolti della giacca scuotendomi, senza riuscire a parlare. Mi lasciò infine per correre via e scomparire inghiottito da una nuvola di turisti.

Non lo vidi per giorni. Chiesi anche a Mario l’attore romano ma la risposta che ottenni non fu altro che un laconico latrato. Mi immaginavo Pipi nascosto chissà dove o barricato tremebondo nella sua casa di Secco Marina.

Mi sentivo responsabile della sua angoscia e del pericolo che con il mio agire sconsiderato avevo provocato.

Vagavo alla ricerca della Carmen per i locali più malfamati di Venezia e di Mestre, arrivai sino a Padova dove a volte bazzicava. Venni a sapere che l’avevano stretto e che si trovava a Santa Maria Maggiore. Per un po’ non si sarebbe visto.

Ero terrorizzato. Non sempre riuscivo a dormire e per farlo avevo cominciato a bere.

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