La storietta di Tonino e Maria

Erano più o meno le quattro. Più o meno notte fonda. Più o meno mattino. Mattino presto presto, più o meno inverno.

Anche la storietta è più o meno.

Ritornavo da una berna spossante. Avevo bevuto un bel po’ e caracollavo verso casa. Giunto all’imboccatura di Zona Carbonifera dove attualmente vivo una scena strana e in qualche modo inquietante mi si parò innanzi. Due figure poco distinguibili in quello spazio scarsamente illuminato, stavano facendo qualcosa presso la fontana in ghisa all’inizio della calle. Avvicinandomi silenziosamente riuscii a capire cosa stessero combinando. Erano due giovani lei era nuda e si stava lavando alla fontana lui con un lenzuolo tenuto a mò di paravento la proteggeva da improbabili sguardi di eventuali passanti. Attorno a loro 5 o 6 borsoni di plastica con i loro miseri averi. Prima che s’accorgessero della mia presenza ebbi modo di registrare alcuni particolari. lei magrissima asciutta ,secca con evidenti cicatrici sul corpo una vistosa ad un seno e un’altra di traverso sulla schiena aveva un occhio orbato coperto da pelle scura. Non era sicuramente un bel vedere ma un tempo poteva esser stata attraente. Una grazia animalesca animava le sue movenze mentre accarezzava con una spugna il corpo sottile e deturpato. Di tanto in tanto volgeva il capo verso il suo uomo contenendo sommesse risatine ed esagerando un tremore che di tanto in tanto le scuoteva il corpicino intirizzito. Lui le rispondeva ridendo divertito.

Lui minuto, qualche secondo meno di lei, non dimostrava più di trent’anni. Totalmente immerso nella sua funzione non s’accorse della mia vicinanza.

Quando lo sguardo di lei mi agganciò rimase per pochi attimi con l’unico occhio e con la bocca spalancati prima di emettere un grido. Scattò ed agguantato il lenzuolo, vi si avvoltolò precipitosamente e fuggì non senza aver prima afferrato un paio dei borsoni in plastica colmi di stracci. Il suo compagno si disincantò di botto e prese le restanti borse seguì correndo la ragazza. Sparirono inghiottiti dal buio. Ciò che vidi suscitò in me una gamma di forti emozioni che s’attenuarono per deporsi nel mio archivio mnestico e divenire disponibili. Chi erano quei due esseri, possessori di niente ma, almeno apparentemente, sereni e felici?

Li avrei più rivisti? Improbabile.

Ma…

Alcuni luoghi di Venezia, specie alcuni canali, si presentano con sequenze di palazzi, case e ponti ordinati in prospettive che aiutano gli spiriti inquieti ad affrancarsi o diluire pensieri molesti e pesanti. I punti di fuga sembrano avere la capacità di trarre a se e diluire tensioni ed angosce. Uno dei più bei posti al mondo per dedicarsi a questo amabile non fare si trova al di qua del ponte in ferro del Ghetto Ebraico. Si chiama fondamenta degli Ormesini ed è li che un bel giorno di sole primaverilebritrovai la coppia di elfi. Erano seduti in fondamenta al bar da Dodo. Lei dava le spalle al canale: un ampio foulard nero le copriva la testa e le nascondeva l’occhio e il lato del viso deturpato. sul tavolo un cappuccino e un tozzo di pane mangiucchiato. Lui seduto di fronte a lei la stava ritraendo. Mi avvicinai con discrezione e sbirciai il disegno da dietro le spalle. Usava una biro tracciando segni su di un notes a quadretti. Temevo mi riconoscessero, cosa improbabile dato ilo buio del luogo dove li avevo incontrati vicino alla fontana. Non volevo metterli a disagio.

Nel disegno rappresentava la sua modella senza le cicatrici e con grandi occhi spalancati e nonostante non vi fosse troppa somiglianza con l’oggetto della sua ispirazione alternava alcuni tratti a sguardi prolungati al volto della ragazza come a vagliare le proporzioni e coglierne l’intrinseca natura. Non poteva definirsi un disegnatore almeno non dal punto di vista tecnico .

Io amo il disegno specie quello a matita. Chinandomi un po’ verso di lui chiesi:

Sei un artista? Anch’io disegno. Posso vedere?”

Mi porse il blocco a quadretti. Sfogliai un po di paginette. Erano tutti ritratti di lei, una decina.

Li vendi ?” Chiesi.

Una volta ne vendetti due. In genere li regalo” Rispose a voce molto bassa.

la rappresentava come la vedeva o come vorrebbe fosse o come la ricordava prima di un possibile spaventoso incidente. Un un gesto d’amore e di devozione reiterato attraverso il disegno. Volsi lo sguardo verso Maria che girò la testa nascondendo la parte del viso devastata.

Io sono Franco. Qual’è il tuo nome?”

Maria, lui è Tonino.”

Me lo venderesti? Quanto vuoi?” Non ottenendo risposta azzardai:”Ho 5 euro. Ti vanno bene?” .

No, no, Due Euro bastano.” Disse mentre staccava il foglio dal blocco.

Un euro può bastare.” Intervenne Maria in un sussurro. Tonino annuì. Consegnai l’euro e dopo un breve saluto mi allontanai anche per nascondere lacrime che, in lista d’attesa, premevano per venirmi a trovare. A stento riuscii a trattenerle.

Ritrovai Tonino e Maria qualche giorno dopo nella fondamenta degli Ormesini in direzione della stazione ferroviaria, si tenevano per mano reggendo con quella libera i loro averi; contenuti nelle immancabili borse in plastica.

Li salutai. Tonino sembrava non riconoscermi. Lei, Maria gli disse “É quello che ti comprò il disegno, Non ricordi?” “Ha, sì, grazie.” Disse abbassando gli occhi. Chiesi loro di visitare il mio studio “Non è lontano proprio qui dietro l’angolo.”No grazie. Partiamo, lasciamo Venezia… molto bella Venezia, ma dobbiamo andare. Dov’è che dobbiamo andare?” Disse rivolta l suo compagno. “Ravenna?” “No Maria Ancona…credo….. “Ciao. Franco, vero?. Noi andiamo. Grazie Franco. Ciao”

Li seguii con lo sguardo mentre, mano nella mano, si allontanavano costeggiando senza fretta il Rio Degli Ormesini…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...