La follia di Cantor il matematico

Son caduto in un altro episodio di stupore enantomorfico. Ieri mattina mi stavo lavando i denti.

Cerco ora di ricostruire come e perché è successo. È la seconda volta che cado in questo stato. Ricorderete che già successe in maniera clamorosa nell’atelier dell’artista sarto quando caddi in nuca.

Iniziò così: stavo pulendomi i denti. Tenevo lo spazzolino con la mano destra e mi posi mentalmente questa domanda. Muovo solo lo spazzolino rimanendo fermo con la testa o tengo fermo lo spazzolino e muovo la testa? Che sia una combinazione dei due movimenti? Se è così quante volte muovo la testa e quante volte lo spazzolino? Un ugual numero di volte? Che sia possibile stabilire un rapporto tra i due ritmi? Il mio sguardo captò alla mia sinistra la mia immagine riflessa sullo specchio interno dell’anta dell’armadietto posto sopra al lavello. Sempre continuando a strofinarmi i denti volsi lo sguardo verso lo specchio di fronte dove la particolare angolazione dell’antina rimandava l’immagine che si moltiplicava numerosissime volte forse, pensai, infinite volte. Provai una sorta di vertigine e… caddi in nuca. Non so per quanto tempo rimasi sospeso in quella condizione e per quanto tempo ancora ci sarei rimasto se la voce preoccupata di Nadia, mia moglie, non mi avesse bruscamente richiamato ad uno stato di veglia.

Era ormai sera, era buio e stringevo ancora lo spazzolino ormai stressato nella mano destra. Le gengive sanguinavano. Alleviai la preoccupazione dicendomi mentalmente che in fondo siamo tutti un po’ paranoici. Ne parlerò a Bruno il mio amico psicologo.

Penso che la follia di Cantor il matematico potrebbe essere iniziata con pensieri di questo tipo. Prima di passare alla prossima storia troppo vera vorrei dirvi ciò che so, poco, di Cantor.

Georg Ferdinand Ludwig Philip Cantor è stato un matematico tedesco che fu il padre della moderna teoria degli insiemi. Sentite cosa questo genio arrivò a concludere e quanto questo enunciato sia in linea con il pensiero taoista:

“L’infinito attuale si presenta in tre contesti: in primo luogo quando si realizza nella forma più completa, in un’essenza mistica completamente indipendente, in Dio, che io chiamo Infinito Assoluto, o semplicemente Assoluto; in secondo luogo quando si realizza nel mondo contingente, creato; in terzo luogo quando la mente lo coglie in abstracto come una grandezza , un numero o un tipo di ordine matematico.”

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