Il compimento di un ciclo

Diobonocheneso si disincantò “Dio bono che storia!” Pensò, e tentò di riprendere i suoi studi.

Amor silvano spiegava come non possa esserci espiazione senza un senso di colpa e quest’altra storia tragica descrive un’altro aspetto della vendetta in paese dove la vendetta era non solo tollerata ma addirittura istituzionalizzata.

L’attenzione dello studente venne catturata dall’immagine di un guerriero decisamente diversa da quella di Boldano ma allo stesso posto della stessa identica piastrella. La figura era quella di un guerriero giapponese: un samurai.

Il ragazzo rimase naturalmente sorpreso. Ricadde quasi automaticamente in quello particolare stato che dette l’avvio ad una nuova storia.

Nella società guerriera del Giappone medioevale l’istituzionalizzazione della vendetta era al centro del codice del guerriero: il Bushido. Nel Liji (Memorie dei riti) si legge:

Nessuno potrebbe vivere sotto lo stesso cielo

del nemico del proprio padre.

IL COMPIMENTO DI UN CICLO

…era notte. Notte buia. Un destriero procedeva facendosi strada tra i rami intricati di un bosco. sul suo dorso un giovane samurai giaceva privo di conoscenza. Nonostante tre dardi conficcati nella schiena il guerriero stringeva fermamente nella sua mano destra una katana sanguinante. Il sangue scorreva copioso dalle ferite e la forza vitale stava lasciando il giovane.

Il cavallo procedeva al piccolo passo verso una luce incerta che baluginava in lontananza.

La fonte della luce proveniva da una piccola casa. Una volta raggiunta il cavallo nitrì e batté la testa contro l’uscio. Dopo pochi secondi la porta venne aperta da una giovane bellissima donna. Con estrema attenzione la ragazza fece scendere il samurai e lo portò all’interno sdraiandolo sui tatami.

La donna estrasse con abilità le frecce dalla schiena del giovane, lavò e medicò le ferite.

Passarono più giorni prima che il giovane, grazie alle sapienti cure di Aiko, così si chiamava la ragazza, riprendesse conoscenza.

“Il mio nome è Suzuki.”

“Ti devo la vita Aiko ed è molto importante per me. Devo compiere una vendetta, devo uccidere chi, con false accuse, ha indotto mio padre a compiere sepuku. Le frecce mi hanno fermato prima che io potessi raggiungere il mio nemico. Grazie a te posso tentare ancora!”

“Qual’è il nome del tuo nemico?”

“Marumoto Ishikawa è il Daymo…”

“hoo…” Esclamò la giovane.

“Che c’è Aiko. Ti vedo turbata.”

“Marumoto Ishikawa ha fatto uccidere ingiustamente mio padre. Vivo se non per vendicarmi. Il destino ha voluto che ci incontrassimo. Assieme potremmo portare a compimento il Ri.”

É molto difficile, il castello di Ishikawa è guardato giorno e notte da centinaia di guardie.”

“So per certo che tra tre lune egli si trasferirà nella sua residenza estiva che si trova al di là del fiume. Conosco il posto esatto dove guaderanno il corso d’acqua. Potrebbe essere un’occasione .”

Da quel momento i due giovani passarono il tempo ad amarsi alternando tenere effusioni a pesanti allenamenti con la spada.

Venne il giorno tanto atteso. Aiko e Suzuki si prepararono appostandosi vicino al fiume per realizzare il loro piano.

Suzuki si piazzò su di un piccolo rilievo. Non dovettero aspettare a lungo. Il Daymo portato con una lettiga, entrò nel fiume, una ventina di samurai a cavallo e molti altri fanti armati di lance formavano un’impenetrabile barriera attorno al signore. Quando questi era circa a metà del guado Suzuki, la spada sguainata lanciò la sua disfida al Daymo. “Ishikawa Muramoto io ti sfido, anche se so che sei troppo vigliacco per accettare un duello leale. Io sono Suzuki Enoeda figlio di Keiji Enoeda che tu hai indotto a compiere sepuku con false accuse”.

Ad un ordine di Ishikawa una decina di cavalieri spronarono i loro cavalli verso il giovane samurai. I cavalieri furono preceduti da un samurai che emerso dalla macchia si precipitò precedendoli. “Come osi insultare il Daymo”

Il giovane guerriero assunse una posizione di guardia. Nulla potè

arginare la foga, l’abilità e la determinazione del samurai sconosciuto. Suzuki cadde colpito dal letale fendente.

“Portate il giovane samurai al mio cospetto. Voglio ringraziarlo”

Aiko si avvicinò brandendo la katana gocciolante.

Chi sei giovane guerriero? Se vuoi potrai far parte della mia guardia speciale. Dimmi il tuo nome…”

“ Non ho un nome. Sono la tua morte…”

“L’affondo trapassando la gola inchiòdò il Daymo ai cuscini della portantina.

Il Ri era compiuto. Aiko sorrise. Un tantò le squarciò il ventre prima che i molti colpi portati dagli armigeri la finissero.

Annunci

Un pensiero su “Il compimento di un ciclo

  1. ah, la vendetta! è meglio la vendetta o il perdono? trovo questa storia molto bella soprattutto perchè stimola questa domanda; grazie…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...